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"A me pare uguale agli dei chi a te vicino coś
dolce suono ascolta mentre tu parli e ridi amorosamente.
Subito a me il cuore si agita nel petto solo che appena ti veda,
e la voce si perde sulla lingua inerte.

Un fuoco sottile affiora rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore e tremante come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana a me rapita di mente
"

("O CORONATA DI VIOLE, DIVINA DOLCE RIDENTE", Saffo, frammento 31)




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